Ombre sul futuro per un posto speciale...

Sono appena rientrata dalle vacanze e dovrei parlare di tutto quello che ho visto, dei posti nuovi, delle persone nuove, di ciò che mi è successo e della festa di compleanno, del torneo del Bae, della trashata e del party ma, e sottolineo il ma, non ci riesco.

Ieri sera è stata l'ultima sera di Pacì a spazio aperto.

Oggi incominciano i grandi lavori di messa a norma dello spazio da parte del comune.

Vedere il mio centro sociale svuotato quasi completamente mi ha lasciato un senso di amaro in bocca.

La paura è quella di perdere quel posto e l'essenza di quel posto.

E non riesco a proferire parola, anche se dovre... 

 

Voglio un posto speciale, un posto che vale per me
e lo cerco perché è certo che uno almeno ce n’è
è un posto impresso in fondo alla mente
ovunque vado dentro me è sempre presente
ricordo quelle emozioni lontane nel tempo
ricordo quanto mi sentivo al riparo dal vento
una strada, un giardino, panchine sgangherate
la birra, le canne, le chiacchiere insensate
o quella spiaggia solitaria e segreta
dove sedersi ad affilare la prossima meta
in faccia al mare i fuochi non brillavano soli
tra le stelle in fiamme c’erano anche i nostri cuori
ma ogni posto va bene per cambiare
perché quello che amo è qualcosa di speciale
vicino a qualcuno a cui non serve parlare
che guarda coi miei occhi e dentro
ha il mio identico mare
cerco il mio posto, il posto dove stare
il posto giusto per me, lo cerco proprio con te,
è un posto che porto nel cuore
perché quello che vivo lo rende speciale
cerco il mio posto, il posto dove stare
il posto giusto per me, lo cerco proprio con te,
è un posto che porto nel cuore
perché il sogno che vivo lo rende speciale
4 case non fanno un villaggio
4 strade non fanno una piazza
4 ragazzi la fanno una banda
se l’Impossibile diventa possibile insieme

e quelle emozioni che sento in quel tempo mai perso
non sono né meglio, né peggio di adesso
sono solo una storia di un tempo diverso
e cresco perverso e cerco tutto più intenso
il mondo intero ora qui a portata di mano
ogni sogno una strada che porta lontano
e carica, corse, camionette incendiate
e studenti ribelli, aule occupate
e barricate nelle strade, colori sulle mura
e la voglia di andare e non avere paura
e gente speciale gente che vale per me
se mi guardo intorno e indietro so che ce n’è
ma ogni posto va bene per cambiare
perché quello che voglio è qualcosa di speciale
vicino a qualcuno che qui sento di amare
che guarda coi miei occhi e dentro
ha il mio identico mare

cerco il mio posto, il posto dove stare
il posto giusto per me. lo cerco proprio con te,
è un posto che porto nel cuore
perché quello che vivo lo rende speciale
cerco il mio posto, il posto dove stare
il posto giusto per me, lo cerco proprio con te,
è un posto che porto nel cuore
perche il sogno che vivo lo rende speciale
4 case non fanno un villaggio
4 strade non fanno una piazza
4 ragazzi la fanno una banda
se l’impossibile diventa possibile insieme

voglio un tempo speciale per me, un tempo
che vale per me e se guardo avanti uno ce n’è
ci vuole tutta la vita per giocarsi la propria
per tutti i sentieri che ci passano sopra
cerco il mio posto, il posto dove stare …

Fede_dk

 

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Un emozione non da poco...

Ieri sera, alla libreria Terzo Mondo di Seriate (Bg), ha presenziato Don Andrea Gallo.

Il don era presente per replicare per la 24° volta il suo spettacolo teatrale a Seriate e, prima di salire sul palco, è passato in libreria per parlare con le persone presenti.

Devo dire che rispetto all'anno scorso l'ho visto un pochino più sciupato, con i capelli più lunghi.

Devo dire che rispetto all'immagine che ho di lui da bambina, sicuramente lo scorrere degli anni ha lasciato profonde rughe sul suo volto.

Devo anche dire che però i suoi occhi sono rimasti quelli di sempre: dolci e decisi allo stesso tempo.

E ascoltarlo, sentirlo parlare, è stata un'emozione.

Ero, per caso, seduta difronte a lui, e ascoltavo questo uomo così semplice, così umano, così volenteroso di aiutare e di servire il prossimo.

Ascoltavo la sua ilarità, la sua arguzia, la sua perspicacia e la sua saggezza: e gli occhi mi si sono velati.

Sono riuscita a trattenermi. Certo.

Ma ascoltarlo è stato come essere a casa.

La mia casa, quella fatta di quei "valori" e di quelle "idee" in cui io sono sempre cresciuta e vissuta.

Poi c'è da dire che lui è davvero bravo a intrattenere: sarà che ne ha viste davvero tante, sarà che è uomo di fede, ma soprattutto uomo di strada, sarà che ogni sua storia è concatenata ad un'altra storia, ma il tempo con lui è passato troppo alla svelta.

E' una di quelle persone la cui presenza dovrebbe essere a disposizione di tutti.

E' una di quelle persone che tutti dovrebbero avere l'occasione di incontrare, viso a viso.

E' una di quelle persone che non pensa a se stesso, ma pensa agli altri.

Non è che ne voglio fare un elogio a tutti i costi (anche se di elogi ne merita davvero molti): è solo che lui è un pezzo di casa, insieme ai suoi ragazzi, insieme alla Lilly, a Fabio, Adriana, a Genova tutta.

E' l'unico posto dove io mai mi sia sentita accettata per le diversità che ho.

Per questo tutti loro sono tanto importanti per me.

E poi, ieri sera, dopo questo mini dibattito con il Don, è successa una cosa fantastica.

Oltre ad essere li per ascoltare e vedere il don, ero li per chiedergli un favore per il mio spasssio sociale.

Non ero da sola, perchè avevo paura di arrivare troppo tardi dopo il lavoro.

C'era un mio amico, in realtà molto più portato di me nelle pubblic relation.

Ecco: il mio amico ha voluto che parlassi io con il Don!

Non credo per sua timidezza, tutt'altro.

Credo che abbia voluto spingere me perchè sa quanto ci tengo al Gallo.

E così, nella mia timidezza, mi sono avvicinata.

Lui mi ha preso una mano e me l'ha stretta.

Mi ha ascoltata rapidamente e poi mi rilasciato una sua firma...ma questa è un altra storia che potrò raccontarvi solo nei prossimi giorni...

Che dire?

Che è stata una serata fantastica...

E la cosa bella è che fra meno di tre giorni sarò in ferie...

Andrò via un po' da questa Bergamo, ma, al rintro, a breve, avrò la possibilità di tornare a Genova, nella mia città di sempre. 

Senza dipendere da nessuno...

Giornata tranquilla (fino ad ora).

Questa notte ho dormito finalmente qualcosa in più...avrei pure sognato, ma la frenesia del risveglio e delle mille cose da fare, ha cancellato le tracce delle immagini...

Mi sento stanca, vero, ma mi sento forte.

Sono abbastanza vicina al mio compleanno e, come tutti gli anni, vicina a meditare e trarre conclusioni sull'anno vissuto.

Direi che il mio trentesimo anno di vita è stato un grande anno.

Mi ha riportato la socialità nella sua forma più vera.

Mi ha portato nuove conoscenze, nuove esperienze, nuovi posti visti ma, anche, mi ha riportato vecchie conoscenze e vecchi sentimenti.

Ho delirato, ho sofferto, ho gioito, ho imprecato e mi sono incazzata.

Ho ascoltato e sono stata ascoltata.

Ho pianto ed ho avuto una spalla su cui piangere ed ho offerto la mia spalla per piangere.

Ho girato come una matta, sempre in movimento e in corsa.

Ho perso quel senso di solitudine in mezzo alla gente.

Ho trovato quel senso di benessere anche da sola, perchè poi, anche volendo, non sono mai sola.

Ho apprezzato le cene, i concerti, le trasferte, i compleanni, le street parade, i rave, i cinema, le trashate, le confidenze, le coccole, le partite a pallone, gli scleri, i litigi, i ragionamenti.

Ho amato e sono stata amata.

Ho odiata e sono stata odiata.

Ma comunque sia, sono più forte di un anno fa.

Comunque sia sono più sicura di un anno fa, nonostante la mia tendenza a camminare lungo l'orlo di quell'abissoche tanto mi attrae.

E' un po' che non scrivo di me e di ciò che provo.

Sarà che certe cose le scrivo solo per me sulla carta.

Sarà che di certe cose la rete non è il mezzo ideale di condivisione.

Fatto sta che ora mi sento forte.

Ho finalmente cicatrizzato vecchie ferite.

Non ci penso più.

Chiuse tutte le porte dietro di me, chiusi tutti gli spiragli.

Chiuso con il passato.

Ora si vive per il futuro...il presente, me lo sto già serenamente godendo. 

 

Devo andare via da qua...

Ho bisogno di ferie, davvero.

Devo staccare con tutto.

Oggi è una di quelle giornate da prendere e buttare nel cesso.

Sono stanca fisicamente, stanca moralmente, stanca energeticamente.

La voglia di fare certe cose c'è ancora, ma l'andazzo generale mi scogliona davvero.

Non si può sempre lottare contro tutto e tutti.

Quindi: urge una pausa, una boccata d'aria a pieni polmoni, uno stacco celebrale (ne sono poi capace? Mah...non credo).

Comunque è un dato di fatto che troppe pressioni mantenute costanti per troppi mesi o ti fanno sbroccare di testa o ti fanno sbroccare di testa.

Il mio cervello me lo sto già bevendo tutto di un colpo.

Faccio cose così, improvvisate, senza pensarci, senza rifletterci.

E' che quando inizi ad averne le palle piene di tutto, poi, superato quel limite, non ti fermi più.

Sembra quasi una strada senza ritorno.

Solo che se fino a un mese fa era uno strafuoreggiare in allegria e simpatia, ora, rimane solo un mucchio di nervi tesi.

Bruciami l'anima

Ora è tardi /per mordere il vento

a quest’ora là fuori lo sai /piovono pietre

a quest’ora i nostri cavalli  /calpestano il cielo

ora sei l’onda che viene /incontri il mio remo /     ora

Bruciami l’anima /fammi ridere il sangue nel cuore

bruciami l’anima /sotto la luce fammi volare

bruciami l’anima fammi cadere /sulla tua pelle

come quando il sole si arrende /e fa posto alle stelle

ora è tardi /per fallire un sorriso

a quest’ora si scavano gli occhi /per trovare un segreto

a quest’ora siamo pronti a giocare /l’ultima mano

ora splendimi intorno /e danzami piano /        ora

Bruciami l’anima /fammi ridere il sangue nel cuore

bruciami l’anima /sotto la luce fammi volare

bruciami l’anima fammi cadere /sulla tua pelle

come quando il sole si arrende /e fa posto alle stelle

nel tuo mare in tempesta  /fammi alzare le vele

nel tuo mare profondo /fammi affondare

Bruciami l’anima /fammi ridere il sangue nel cuore

bruciami l’anima /sotto la luce fammi volare

bruciami l’anima fammi cadere /sulla tua pelle

come quando il sole si arrende /e fa posto alle stelle...

Come il lupo

Riecomi con due righe due sul libro che ho appena finito di leggere.

Come il lupo di Eraldo Baldini.

Un libro magico, una storia gotica.

Tutta ambientata in Italia, tra Modena, Cesena e i monti della Valchiusa.

Il protagonista, Nazario, è un ex partigiano che nel dopo guerra ha deciso di servire la democrazia per cui ha lottato arruolandosi nel corpo della guardia forestale.

Perde la moglie a seguito di un incidente verificatosi in uno scontro a Modena tra la celere e gli operai scesi in piazza.

La figlia, Elisa, diventa epilettica a seguito della morte della madre.

Nazario decide di chiedere trasferimento in una caserma della forestale in montagna e lascia la figlia Elisa a Cesena dai nonni.

Elisa, bibma fragile, sempre più perseguitata dagli attacchi epilettici, smette di frequentare la scuola, rintanandosi in casa dei nonni, dove le giornate scorrono sempre uguali, in un tempo monotono e grigio.

Nazario, soffocato dalla morte della moglie Angela, si dedica anima e corpo al suo lavoro e, nei momenti liberi, si reca tra i boschi per seguire, osservare e studiare i lupi.

A seguito di una di queste esplorazioni fra i monti con un suo caro amico, Giuseppe, viene portato in Valchiusa, una valle che, come dice il nome, è chiusa perchè completamente circondata dai monti e non è un posto di passaggio.

Qui scopre un mondo tutto nuovo.

Un mondo dove gli uomini vivono coltivando una vite speciale da cui producono un vino raro e prezioso.

Qui conosce nonna Vera, donna anziana e matriarca della piccola comunità, anch'essa affetta da epilessia.

La malattia di nonna Vera viene ritenuta un dono speciale, un dono di preveggenza, di capacità di comunicare con il futuro.

Nazario si troverà difronte a un difficile enigma: capire i segreti della Valchiusa e decidere se mantenerli celati e continuare a difendere la cittadina o se denunciare i fatti avvenuti in tempi non troppo remoti in nome della trasparenza e degli ideali per cui lui ha combattuto fra quelle stesse montagne durante la seconda guerra mondiale.

Il libro scorre veloce e piacevole: è una fiaba d'altri tempi rivisitata in chiave moderna.

Elementi magici ed elementi quotidiani.

L'eterno dilemma del dover scegliere un percorso.

Personaggi misteriosi a cui ci si affezziona.

Voglia di sapere come si concluderà, voglia di sapere che tutto andrà a buon fine.

Una lettura piacevole, magica, coinvolgente. 

Rossetto e cioccolato

 
Ci vuole passione molta pazienza sciroppo di lampone e un filo di incoscienza
ci vuole farina del proprio sacco sensualità latina e un minimo distacco
si fa così rossetto e cioccolato che non mangiarli sarebbe un peccato
si fa così si cuoce a fuoco lento mescolando con sentimento
le calze nere il latte bianco e già si può vedere che piano sta montando
é quasi fatta zucchero a velo la gola soddisfatta e nella stanza il cielo
si fa così per cominciare il gioco e ci si mastica poco a poco
si fa così è tutto apparecchiato per il cuore e per il palato
sarà bello bellissimo travolgente lasciarsi vivere totalmente
dolce dolcissimo e sconveniente coi bei peccati succede sempre
ci vuole fortuna perché funzioni i brividi alla schiena e gli ingredienti buoni
è quasi fatta zucchero a velo la gola soddisfatta e nella stanza il cielo
si fa così per cominciare il gioco e ci si mastica poco a poco
si fa così è tutto apparecchiato per il cuore e per il palato
sarà bello bellissimo travolgente lasciarsi vivere totalmente
dolce dolcissimo e sconveniente coi bei peccati succede sempre

Le conseguenze dell'amore

Ieri ho visto finalmente questo film.

Devo dire che mi è piaciuto un sacco.

Mi ha lasciato un non so che.

Le musiche sono eccezionali.

L'attore interpreta un ruolo tutt'altro che scontato e recita impeccabilmente.

La storia, in se, non è nulla di stravagante, originale o innovativa.

Eppure c'è un crescendo di emozioni che esplodono.

Il vivere piatto e quotidiano, imprigionato ai soliti gesti del protagonista, che viene spezzato, ribaltato, scosso da una ragazza.

E' come aprire un vaso di pandora.

E' come assistere al risveglio impetuoso dei sentimenti e della vita.

Il grigiore esterno ed interno che poco a poco si dissolvono.

La monotonia e la quotidianità assumono spessore.

Il tempo stesso si dilata e diventa vero tempo.

Il tempo dell'attesa: da attesa statica ad attesa dinamica.

L'unica nota che ha innervosito la mia visione è aver ascoltato un dialogo che ho letto su un blog di una persona qualunque.

E qui ho capito quanto le persone citino senza inserire le fonti.

E' scorretto fare dei pensieri altrui, delle parole altrui, un proprio elaborato.

Mi può andare anche bene la citazione, ma la citazione rimane una citazione e dico, mai e poi mai, mi permetterei di far passare per parole mie, parole scritte da altri. 

Preferisco scrivere male, arrancare, non dire, piuttosto che dire con la voce di altri. 

Stanza 411

Ho letto settimana scorsa il libro di Simona Vinci, Stanza 411.

Non ne sono entusiasta per niente.

Il libro in sé si legge in poche ore (sono solo 124 pagine).

E' il concetto dell'amore che esprime che mi fa incazzare.

Chi mi conosce sa benissimo che non sono mai stata e mai sarò una femminista militante.

Eppure, dopo aver letto questo libro, mi verrebbe voglia di dire quattro cosette quattro all'autrice.

La narrazione parte con dei flashback e sembra la classica storia d'amore romantica.

Poi (perchè c'è sempre un poi) la visione romantica dell'amore scompare per dare spazio alla visione quotidiana, sofferta, violenta e sconosciuta del partner.

Ci sono frasi che mi hanno allibito...

«Usami, ti ho detto inginocchiandomi sul letto, la faccia affondata in un cuscino, le braccia dietro di me, i polsi incrociati sulla curva della schiena. Usami. Dimentica chi sono, dimentica le mie parole, le mie lettere, il mio nome, dimentica tutto. (…) È questo il sesso: uno spazio vuoto, una stanza impersonale in una città sconosciuta».

E ancora:

«tu sei un uomo che ha avuto molte donne. Le sento sulle tue mani, queste altre, sui polpastrelli, sulla lingua (…) Sei un uomo abituato a scopare puttane»

Per non parlare poi delle affermazioni della protagonosta del romanzo:le donne non lavorano, non hanno uno stipendio, ma in compenso offrono il loro tempo e le loro energie a cucinare, lavare, stirare, riassettare casa, fare la spesa per i loro compagni, quindi, come un uomo si paga le prostitute per avere del sesso, così dovrebbe pagare le proprie compagne di vita per i lavori domestici.

Lo ritengo un libro inutile, che cerca di filosofeggiare sull'amore e sul significato del perdersi uno nell'altro, nel fondersi senza aspettarsi che il partner si trasformi in ciò che vogliamo, mentre in realtà, sfogliando le pagine, si scende sempre più verso il basso, senza giungere ad una meta precisa, ma quasi con affanno ad una conclusione che sembra universale:

"Ho amato un uomo che non esiste. L'altro che tutti aspettiamo da sempre e che non può arrivare"

Concludendo?

Ci sono letture più interessanti, più analitiche, più riflessive e meno superficiali sul tema dell'amore e della coppia. 

Ci sono cose che ... Lyrics

Mi hanno chiesto il testo di questa canzone che, tra le altre cose, non è ancora pubblicato on line.
Ho scritto a Dj Gruff il quale, gentilmente, mi ha mandato il testo.
 
 
Ci sono cose che
Dj Gruff e Skizo from Broken Dream 
 
 
ci sono cose che non riuscirò a capire mai cose che vorrei davvero dirti ci sono cose che non riuscirò a capire mai

---- pare rock balli come Hunziker in mezzo a parole vuote e atteggiamenti del menga accordi su scale pentatoniche senza gradini cadono a valanga tipo le comiche firmati louis vitton ma sto più serio di buster keaton dividono il tempo in metriche mazurka mentre vado più giu di mayol e maiorca fenomenale più del lipton ego te assolvo non basta l'arca di noè per mettervi in salvo ne raccontate più di silvio (la credibilità è tutto) non è l'abito che fa il monaco marcisce l'intonaco dove abito il debito crea dibattito ma io non c'entro nulla ve lo dico subito state in scimmia di purga in coro ditemi solo quanti ne siete il consorzio si allarga è una lobby targa oro so che gia sapete non ve nè se mi volete non bastano tutte le vostre monete so bene da dove venite vi ho visto arrivare in punta di piedi elemosinando un si da me mo mi tirate pure in mezzo cagandomi pure il cazzo sorbole certe cose proprio io non le capisco ma vorrei parlarvene

ci sono cose che non riuscirò a capire mai cose che vorrei davvero dirti ci sono cose che non riuscirò a capire mai

dice come va e come vuoi che vada va - claro bro si sa che sta routin dei saluti a volte sfava è come nella jam evviva evviva mi parlano di flava unità nella dance hall si ma quando mi va hiphop don't stop chiuso ogni disco nella stiva mo guardali sti vandali tipo punk a bestia alla deriva ava come lava non basta un ostia per un'intera comitiva con il sapone non si leva quella crosta radioattiva è progresso hai voglia a vangeli corani torah pure se diventi buddah fa lo stesso - di sicuro non vi è nulla ma forse una cosa l'ho ben chiara e mi scintilla la soluzione mi è apparsa assieme alla madonna fotomodella è tutta una farsa dormo sulle cose come stanno e ninna nanna e ninna o ma non ho sonno fatti vari tra amici reali e immaginari tra questa e quell'altra dimensione da qualche anno esisto solo nei miei pensieri cose difficili da respirare così difficili da dirti adesso quì ci sono cose che non riuscirò a capire mai cose che vorrei davvero dirti .

ci sono cose che non riuscirò a capire mai cose che vorrei davvero dirti ci sono cose che non riuscirò a capire mai ...

Casinista specializzanda

Ecco.

Sono io. La specializzanda per eccellenza dei casini a non più finire.

La mia testa sembra maledettamente vuota.

Sembra pronta a infilarsi in ogni situazione improponibile, in ogni contesto di fuorezza e di pazzia allo stato puro.

Testa e cuore sembrano morti e sepolti.

Solo l'irrazionalità è più che viva.

Sono costantemente attratta da danni più che seri, anche se poi, alla fin dei conti,si rivelano estremamente piacevoli.

Mai stata così o almeno così spudorata.

Ma sapete che mi dico: che va tutto bene, alla grande e che non me né può fregare di nulla.

Agire in modo incondizionato, ascoltare l'irrazionalità, lasciarsi andare, decomprimere mentalmente, emotivamente, fisicamente.

Mi ci vuole davvero.

E finché non faccio nulla di male né a me stessa né agli altri, tutto è ben accetto.

Non mi interessa neanche più capire il perché e il percome: mi interessa solo lasciare fluire quello che ho dentro.

E' come avere un fiume in piena che non si può arginare: si deve solo sfogare, portando la sua corsa lontano lontano, chissà dove.

Ora ho solo bisogno di qualsiasi esperienza.

Ora ho solo bisogno di spegnere la testa, di lasciarmi andare e di lasciare che le cose succedano un po' anche da sé.

Correre a briglia sciolta fa veramente bene.

Ogni tanto bisogna proprio correre il rischio.

Sono un giocoliere nato.

I miei mille birilli tutti sospesi momentaneamente per aria, che ruotano vorticosamente nelle mie mani, in una danza ipnotica e centripuga.

Quando  non vorrò più danzare questa danza, fermerò i miei birilli, lasciandoli o semplicemente cadere a terra, o semplicemente iniziando ad eliminarli uno per uno dal grande cerchio roteante sospeso per aria.

Sta di fatto che ho finalmente trovato il coraggio di eprimere i miei sentimenti, anche se in condizioni di fuorezza totale.

Voglio solo essere dannatamente libera e incondizionata.

Voglio solo non condizionare nessuno.

Voglio davvero essere così: irrazionale, incondizionata, libera. 

Per sempre giovane

Ho appena finito di leggere "Per sempre giovane" di Gianni Biondillo.

E' la storia di 4 ragazze che a fine anni '80 formano una band emergente.

In realtà la storia inizia 20 anni dopo, con il ricovero in ospedale di una di queste ragazze.

Poi, con un flashback, un tuffo nel passato, in particolare in una estate: quella in cui la band di queste ragazze ventenni avrebbe dovuto essere speciale.

Il libro scorre piacevole e leggero. Racconta ieri come oggi l'adolescenza, i sogni e le speranze di un gruppo di ragazzi.

Ieri come oggi la voglia di evasione, di farsi notare, di essere diversi, di essere speciali, di essere sé stessi.

Ieri come oggi le passioni, gli amori, gli studi, il sesso, la musica, i lavori.

Ieri come oggi l'importanza di certi momenti e di certe situazioni: momenti che non ti cambieranno la vita, che verranno sorpassati da altri mille fatti, ma che, vissuti in un età speciale, ti rimangono dentro anche a distanza di 20 anni.

...ci sono cose che non riuscirò a capire mai, cose che vorrei davvero dirti...

Dovrei parlare di mille cose, come la festa della semina che ci ha impegnati in una due giorni due sull'antipro, oppure dovrei parlare del 25 aprile, piuttosto che di un nuovo spazio occupato a Milano, o ancora dei preparativi e delle sbatte per la mayday, per non dimenticare i panni sporchi da lavare in casa.

Ma per una volta una preferisco cancellare tutto, fare tabula rasa e lasciare le parole alle sensazioni che il concerto di sta notte mi ha lasciato.

Dj Gruff e Bonnot al Pacì (e se non conoscete né il primo né il secondo e ancor meno il Pacì, non siete degni di leggere i miei sproloqui!!!).

Dicevo: questa notte hanno suonato Gruff e Bonnot.

Il primo grande maestro di musica, grande dj, grande in tutti i sensi.

Il secondo è un fratello di sangue. Una persona unica. Eccezionale. Insostituibile.

Una persona che ti lascia un segno dentro, che non puoi dimenticare, che non puoi perdere.

Ha una pacatezza incredibile, una luce dentro affascinante e calda.

E' una persona vera e diventerà un grande uomo (ma in fin dei conti, lo è già).

 (Continua)

Bergamasca nel sangue, Genovese nel cuore

Chi mi conosce davvero bene, sa quanto io ami Genova.

Che avrà Genova di così diverso dalla città in cui sono scresciuta e vissuta?

Tutto e niente. O forse a Genova appartiene il mio cuore ed è l'unica città che sento mia.

Essenzialmente dovrei mantenere un brutto ricordo del poco tempo in cui vi ho vissuto, eppure, anche se so benissimo che quegli anni non sono stati un gran che, poi a Genova ci sono tornata.

A Genova ci sono le due persone più importanti della mia vita.

A Genova ogni strada, in salita o in discesa, ogni rumore, il vento, la pioggia, il sole, il mare, i vicoli di via Pra ma anche via XX Settembre, i suoi mercati comunali, il pesto e le troffie, la focaccia, il pesce, l'odore che si respira, mi fanno sentire bene, mi fanno sentire me stessa, a casa.

A Genova ho trascorso momenti felici, ma anche no.

A Genova sono andata con il cuore gonfio di speranza e sono tornata con una grossa delusione.

A Genova ho amato ed odiato.

Ho visto una persona importante fare lo scemetto perchè ferito e scottato.

A Genova ci sono tutti i miei sogni e avrei dovuto andare a viverci anni fa.

A Genova c'è tutto e niente. Quel tutto e quel niente che mi appartengono.

A Genova c'è il mio cuore.

E domani sera ci sarà parte dei miei ricordi qui da me, a Bergamo.

Domani sera ci sarà una figura importante, un uomo che stimo sopra ogni altra persona, un uomo per cui farei qualsiasi cosa in nome delle sue idee e delle sue lotte.

Domani Genova sarà a Bergamo e Bergamo tornerà a Genova.

Non potete capire, ma non pretendo che capiate.