STREET PARADE DELLA SEMINA A BERGAMO
Rieccomi.
Velocemente per annunciare una due giorni due tutta dedicata alla festa della semina.
Anche quest'anno, come da tempo ormai, il mio spazio sociale festeggerà la semina.
L'iniziativa è così programmata:
(Continua)Per quella luce che brilla nei loro occhi...
Ieri e oggi sono tornati i nostri ragazzi dalla Palestina.
Sinceramente non credevo mi sarebbero mancati così tanto.
Siceramente non credevo che mi fossero mancati fino a quando li ho rivisti e li ho sentiti parlare.
Sono tornati tutti rinvigoriti, grintosi, pieni di voglia di fare e sbrigare, con una luce particolare negli occhi.
Mi hanno regalato un braccialetto con la bandiera palestinese ripetuta e la scritta al centro Palestine: da questa sera, dall'attimo in cui l'ho indossato, non lo toglierò più.
Finchè non riuscirò ad andare in Palestina anche io, terrò questo braccialetto a mo di "memento" di tutto ciò di cui devo essere parte anche io.
Forse sono già parte di tutto ciò, anche se non sono ancora stata nella striscia di Gaza.
Resta il fatto che devo andarci.
E non tanto per il fatto di seguire gli altri, ma per il fatto di vedere con i "miei occhi" e di sentire con le "mie orecchie" tutto quello che mi hanno raccontato.
Per il fatto di essere la, dando solidarietà con la presenza fisica.
Per il fatto di essere la, facendo della mia persona uno scudo per loro.
E' stupendo vedere i tuoi fratelli raccontarsi e raccontare dieci giorni di vita in Palestina con un fuoco che arde nei loro occhi.
Del resto loro sono la mia famiglia.
Del resto loro sono quelli con cui da un anno condivido tutto.
Del resto loro sono quelli che nel piccolo, ogni giorno, realizzano parte dei miei sogni, delle mie aspettative, dei miei progetti.
Del resto loro sono il mio "branco".
Non voglio sembrare troppo sentimentale, ma io sono così: estremamente passionale.
Non ho una via di mezzo per descrivere quello che provo.
E non posso pensare di non provare nulla.
Anche le piccole cose riescono a incendiarmi l'anima.
Ragazzi: ben tornati!!!
Perchè tutti abbiamo delle guerre da combattere...
Sono giorni strani questi.
Nel mio privato sta accadendo di tutto e di più. Avrei bisogno di scrivere e scrivere, di parlare e parlare per svuotare la testa dai pensieri.
Purtroppo quando c'è un calo del lavoro da svolgere (e per lavoro non intendo quello che mi da un reddito), la mia testolina inzia a brulicare e brulicare pensieri.
Oggi sto così, un po' in scazzo.
Forse è dovuto per ieri, per aver parlato con una certa persona.
Ma va tutto bene.
So solo che questo mese sarà apparentemente calmo fino al 20, dopo di che sarà una maratona di iniziative, di sbatte: non vedo l'ora.
Stare ferma proprio non ci riesco (anche se in realtà non sto mai ferma): spero solo che finiscano le settimane con 4 sere di assemblee varie...non ce la faccio più, considerato il fatto che due di queste sere sono impegnate da un assemblea di cui non mi importa più nulla.
Vorrei entrare a gamba tesa e rompere, ma per ora non mi è stato ancora concesso.
Io odio temporeggiare e "fingere": non è il mio stile.
Diretta, aperta, a costo anche di scazzare.
Uffff....
In realtà se mi fermo poi a pensare attentamente, dovrei fare mille e mille cose...poi però mi rendo conto che le palleggio con estrema abilità come un giocoliere fa con le palline: li, tutte sospese per aria, ed io, che le faccio vorticosamente girare, facendo un pezzo di una cosa per poi passare in rapida successione ad altro.
E' primavera: è questo il problema.
In primavera divento una mina vagante. Esplodo ed implodo in continuazione, passando dalle stelle alle stalle e viceversa.
Ora incazzata e corrucciata, tra 5 minuti in fibrillazione con l'argento vivo addosso.
Che ci posso fare? Nulla. Devo solo prendermi per quella che sono.
Avrei mille cose da dire e scrivere, ma poi, ora come ora, non voglio passare per la scontrosa di turno...ma ne avrei per tutti, davvero.
Per cui mi fermo qui...
Giorni movimentati
Devo dire che la carenza di sonno incomincia a farsi sentire.
Tra Rave party di sabato notte, assemblee varie (non ancora concluse), lavoro, casa, amici, varie ed eventuali, mi sto riducendo a un piccolo zombie...
Senza parlare poi del personale, eh si, perchè come se non bastasse, tutti i nodi vengono a galla contemporaneamente, come se ora come ora non fossi già abbastanza incasinata di mio...
Ma va tutto bene, nel senso che, anche dormendo poco, riesco più o meno a gestire le mie sbatte.
Ormai sono anni che dormo poco, molto poco...è il dolore la mia unica compagnia, è il dolore ciò che mi fa andare avanti come un treno.
Poi ogni tanto crollo anche dinanzi alla stanchezza fisica che, nel mio caso, è moltiplicata per cento.
Ho solo un pensiero costante nella mente: fare per non pensare.
Devo svuotarmi di tutto.
Forse siamo sul punto di svolta.
Oggi non sono arrivate notizie dalla Palestina...chissà...aspettiamo.
Intanto siamo in fermento per mille cose e non ci fermiamo mai.
Strano. Dalla loro partenza sembra che siano passate settimane.
Evidentemente sono accaduti troppi fatti e, noi, per quanto cerchiamo di coordinarci, ci troviamo in pochi, forse troppo pochi, a gestire il tutto.
Eppure siamo efficienti...io credo in tutti loro.
Antiproibizionismo e...
Si avvicina la festa della semina.
La street parade nazionale è indetta per il 14 aprile a Roma.
Qui a Bergamo siamo in preparazione per riproporre una due giorni antiproibizionista.
Cosa significa essere antiproibizionisti?
Come ci si pone dinnanzi al tema delle droghe?
Ci sono troppe metodologie di affrontare questa vasta tematica.
Personalmente mi sento un antiproibizionista d'eccezione.
Liberare le droghe in nome della responsabilità del singolo che le utilizza.
Questa è sempre stata la mia posizione e non cambierà mai.
(Continua)Sport sotto l'assedio
Domani pomeriggio partirà una carovana di ragazzi e di ragazzie per la Palestina.
Il progetto si chiama Sport sotto l'assedio.
Di questa carovana fanno parte anche dei ragazzi di Bergamo, alcuni dei quali miei fratelli, in senso lato, di movimento.
Per alcuni di loro questa sarà la seconda esperienza in Palestina, mentre per uno di loro questa sarà la prima volta.
Posso solo augurargli buon viaggio e buona permanenza in Palestina.
Posso solo sperare che tutto sia abbastanza "pacifico", senza doverci ritrovare in affanno come nel 2002.
Un po' li invidio, perchè questa esperienza di sicuri li arricchirà umanamente e politicamente.
Un po' li invidio perchè questa esperienza lascerà dei ricordi indelebili nella loro memoria, e forse, li renderà persone ancora più complete.
Un po' li invidio perchè questa esperienza di una settimana darà loro la possiilità di crescere a dismisura rispetto a tutti noi.
Posso solo salutare i miei fratelli con un abbraccio caloroso.
Tornate presto, per raccontarci con occhi sognanti, le emozioni che vivrete.
Luther Blissett
Settimana scorsa mi sono infilata in una libreria a caso della mia città con l'intezione di comprare la cartina di una città per un'altra persona.
La cartina in questione non l'ho trovata, ma girando tra i vari scaffali, mi è caduto l'occhio sull'ultimo libro di Wu Ming.
Ovviamente non potevo non acquistarlo, e così, come mio solito fare quando entro in una libreria, mi sono comprata Manituana e altro...
Questo è un periodo particolarmente incasinato, quindi, avendo già comprato la bellezza di quattro libri la settimana prima, mi domando dove troverò il tempo per leggerli tutti!
Uscita dalla libreria sono volata di corsa al mio spazio sociale dove ho incontrato uno dei nostri gggiovani: ovviamente i ragazzi presenti mi hanno chiesto cosa avessi comprato e, questo gggiovane davvero promettente, mi ha chiesto informazioni circa Wu Ming...
Devo dire che gli ho dato dell'informazioni sporadiche e rapide e devo assolutamente tirarmi insieme per spiegargli meglio Wu Ming e Luther Blissett...
Inoltre, dopo aver parlato di tutto ciò, mi è venuta voglia di rileggermi qualche scritto di Blissett...
Morale della favola: ora il comodino stra borda di libri nuovi che non aspettano altro se non di essere aperti, sfogliati e letti, mentre di giorno me ne giro al lavoro e per la città con un libro di Blissett in borsa, sfogliandolo ad ogni occasione possibile (coda in posta, coda al supermercato...).
Resta il fatto che devo spiegare Blissett ai nostri gggiovani che, per quanto promettenti, devono essere un po' avviati alla lettura di sani libri.
Scribacchio scribacchio
così non mi abbatto...
E se le parole sono armi, che le mie scritture siano sfoghi!
Congratulazioni!
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