Devo andare via da qua...

Ho bisogno di ferie, davvero.

Devo staccare con tutto.

Oggi è una di quelle giornate da prendere e buttare nel cesso.

Sono stanca fisicamente, stanca moralmente, stanca energeticamente.

La voglia di fare certe cose c'è ancora, ma l'andazzo generale mi scogliona davvero.

Non si può sempre lottare contro tutto e tutti.

Quindi: urge una pausa, una boccata d'aria a pieni polmoni, uno stacco celebrale (ne sono poi capace? Mah...non credo).

Comunque è un dato di fatto che troppe pressioni mantenute costanti per troppi mesi o ti fanno sbroccare di testa o ti fanno sbroccare di testa.

Il mio cervello me lo sto già bevendo tutto di un colpo.

Faccio cose così, improvvisate, senza pensarci, senza rifletterci.

E' che quando inizi ad averne le palle piene di tutto, poi, superato quel limite, non ti fermi più.

Sembra quasi una strada senza ritorno.

Solo che se fino a un mese fa era uno strafuoreggiare in allegria e simpatia, ora, rimane solo un mucchio di nervi tesi.

Bergamasca nel sangue, Genovese nel cuore

Chi mi conosce davvero bene, sa quanto io ami Genova.

Che avrà Genova di così diverso dalla città in cui sono scresciuta e vissuta?

Tutto e niente. O forse a Genova appartiene il mio cuore ed è l'unica città che sento mia.

Essenzialmente dovrei mantenere un brutto ricordo del poco tempo in cui vi ho vissuto, eppure, anche se so benissimo che quegli anni non sono stati un gran che, poi a Genova ci sono tornata.

A Genova ci sono le due persone più importanti della mia vita.

A Genova ogni strada, in salita o in discesa, ogni rumore, il vento, la pioggia, il sole, il mare, i vicoli di via Pra ma anche via XX Settembre, i suoi mercati comunali, il pesto e le troffie, la focaccia, il pesce, l'odore che si respira, mi fanno sentire bene, mi fanno sentire me stessa, a casa.

A Genova ho trascorso momenti felici, ma anche no.

A Genova sono andata con il cuore gonfio di speranza e sono tornata con una grossa delusione.

A Genova ho amato ed odiato.

Ho visto una persona importante fare lo scemetto perchè ferito e scottato.

A Genova ci sono tutti i miei sogni e avrei dovuto andare a viverci anni fa.

A Genova c'è tutto e niente. Quel tutto e quel niente che mi appartengono.

A Genova c'è il mio cuore.

E domani sera ci sarà parte dei miei ricordi qui da me, a Bergamo.

Domani sera ci sarà una figura importante, un uomo che stimo sopra ogni altra persona, un uomo per cui farei qualsiasi cosa in nome delle sue idee e delle sue lotte.

Domani Genova sarà a Bergamo e Bergamo tornerà a Genova.

Non potete capire, ma non pretendo che capiate. 

Per quella luce che brilla nei loro occhi...

Ieri e oggi sono tornati i nostri ragazzi dalla Palestina.

Sinceramente non credevo mi sarebbero mancati così tanto.

Siceramente non credevo che mi fossero mancati fino a quando li ho rivisti e li ho sentiti parlare.

Sono tornati tutti rinvigoriti, grintosi, pieni di voglia di fare e sbrigare, con una luce particolare negli occhi.

Mi hanno regalato un braccialetto con la bandiera palestinese ripetuta e la scritta al centro Palestine: da questa sera, dall'attimo in cui l'ho indossato, non lo toglierò più.

Finchè non riuscirò ad andare in Palestina anche io, terrò questo braccialetto a mo di "memento" di tutto ciò di cui devo essere parte anche io.

Forse sono già parte di tutto ciò, anche se non sono ancora stata nella striscia di Gaza.

Resta il fatto che devo andarci.

E non tanto per il fatto di seguire gli altri, ma per il fatto di vedere con i "miei occhi" e di sentire con le "mie orecchie" tutto quello che mi hanno raccontato.

Per il fatto di essere la, dando solidarietà con la presenza fisica.

Per il fatto di essere la, facendo della mia persona uno scudo per loro.

E' stupendo vedere i tuoi fratelli raccontarsi e raccontare dieci giorni di vita in Palestina con un fuoco che arde nei loro occhi.

Del resto loro sono la mia famiglia.

Del resto loro sono quelli con cui da un anno condivido tutto.

Del resto loro sono quelli che nel piccolo, ogni giorno, realizzano parte dei miei sogni, delle mie aspettative, dei miei progetti.

Del resto loro sono il mio "branco". 

Non voglio sembrare troppo sentimentale, ma io sono così: estremamente passionale.

Non ho una via di mezzo per descrivere quello che provo.

E non posso pensare di non provare nulla.

Anche le piccole cose riescono a incendiarmi l'anima.

Ragazzi: ben tornati!!! 

Perchè tutti abbiamo delle guerre da combattere...

Sono giorni strani questi.

Nel mio privato sta accadendo di tutto e di più. Avrei bisogno di scrivere e scrivere, di parlare e parlare per svuotare la testa dai pensieri.

Purtroppo quando c'è un calo del lavoro da svolgere (e per lavoro non intendo quello che mi da un reddito), la mia testolina inzia a brulicare e brulicare pensieri.

Oggi sto così, un po' in scazzo.

Forse è dovuto per ieri, per aver parlato con una certa persona.

Ma va tutto bene.

So solo che questo mese sarà apparentemente calmo fino al 20, dopo di che sarà una maratona di iniziative, di sbatte: non vedo l'ora.

Stare ferma proprio non ci riesco (anche se in realtà non sto mai ferma): spero solo che finiscano le settimane con 4 sere di assemblee varie...non ce la faccio più, considerato il fatto che due di queste sere sono impegnate da un assemblea di cui non mi importa più nulla.

Vorrei entrare a gamba tesa e rompere, ma per ora non mi è stato ancora concesso.

Io odio temporeggiare e "fingere": non è il mio stile.

Diretta, aperta, a costo anche di scazzare.

Uffff....

In realtà se mi fermo poi a pensare attentamente, dovrei fare mille e mille cose...poi però mi rendo conto che le palleggio con estrema abilità come un giocoliere fa con le palline: li, tutte sospese per aria, ed io, che le faccio vorticosamente girare, facendo un pezzo di una cosa per poi passare in rapida successione ad altro.

E' primavera: è questo il problema.

In primavera divento una mina vagante. Esplodo ed implodo in continuazione, passando dalle stelle alle stalle e viceversa.

Ora incazzata e corrucciata, tra 5 minuti in fibrillazione con l'argento vivo addosso.

Che ci posso fare? Nulla. Devo solo prendermi per quella che sono.

Avrei mille cose da dire e scrivere, ma poi, ora come ora, non voglio passare per la scontrosa di turno...ma ne avrei per tutti, davvero.

Per cui mi fermo qui... 

 

Giorni movimentati

Devo dire che la carenza di sonno incomincia a farsi sentire.

Tra Rave party di sabato notte, assemblee varie (non ancora concluse), lavoro, casa, amici, varie ed eventuali, mi sto riducendo a un piccolo zombie...

Senza parlare poi del personale, eh si, perchè come se non bastasse, tutti i nodi vengono a galla contemporaneamente, come se ora come ora non fossi già abbastanza incasinata di mio...

Ma va tutto bene, nel senso che, anche dormendo poco, riesco più o meno a gestire le mie sbatte.

Ormai sono anni che dormo poco, molto poco...è il dolore la mia unica compagnia, è il dolore ciò che mi fa andare avanti come un treno.

Poi ogni tanto crollo anche dinanzi alla stanchezza fisica che, nel mio caso, è moltiplicata per cento.

Ho solo un pensiero costante nella mente: fare per non pensare.

Devo svuotarmi di tutto.

Forse siamo sul punto di svolta.

Oggi non sono arrivate notizie dalla Palestina...chissà...aspettiamo.

Intanto siamo in fermento per mille cose e non ci fermiamo mai.

Strano. Dalla loro partenza sembra che siano passate settimane.

Evidentemente sono accaduti troppi fatti e, noi, per quanto cerchiamo di coordinarci, ci troviamo in pochi, forse troppo pochi, a gestire il tutto.

Eppure siamo efficienti...io credo in tutti loro. 

Scribacchio scribacchio

così non mi abbatto...

E se le parole sono armi, che le mie scritture siano sfoghi! 

Congratulazioni!

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