Senza dipendere da nessuno...
Giornata tranquilla (fino ad ora).
Questa notte ho dormito finalmente qualcosa in più...avrei pure sognato, ma la frenesia del risveglio e delle mille cose da fare, ha cancellato le tracce delle immagini...
Mi sento stanca, vero, ma mi sento forte.
Sono abbastanza vicina al mio compleanno e, come tutti gli anni, vicina a meditare e trarre conclusioni sull'anno vissuto.
Direi che il mio trentesimo anno di vita è stato un grande anno.
Mi ha riportato la socialità nella sua forma più vera.
Mi ha portato nuove conoscenze, nuove esperienze, nuovi posti visti ma, anche, mi ha riportato vecchie conoscenze e vecchi sentimenti.
Ho delirato, ho sofferto, ho gioito, ho imprecato e mi sono incazzata.
Ho ascoltato e sono stata ascoltata.
Ho pianto ed ho avuto una spalla su cui piangere ed ho offerto la mia spalla per piangere.
Ho girato come una matta, sempre in movimento e in corsa.
Ho perso quel senso di solitudine in mezzo alla gente.
Ho trovato quel senso di benessere anche da sola, perchè poi, anche volendo, non sono mai sola.
Ho apprezzato le cene, i concerti, le trasferte, i compleanni, le street parade, i rave, i cinema, le trashate, le confidenze, le coccole, le partite a pallone, gli scleri, i litigi, i ragionamenti.
Ho amato e sono stata amata.
Ho odiata e sono stata odiata.
Ma comunque sia, sono più forte di un anno fa.
Comunque sia sono più sicura di un anno fa, nonostante la mia tendenza a camminare lungo l'orlo di quell'abissoche tanto mi attrae.
E' un po' che non scrivo di me e di ciò che provo.
Sarà che certe cose le scrivo solo per me sulla carta.
Sarà che di certe cose la rete non è il mezzo ideale di condivisione.
Fatto sta che ora mi sento forte.
Ho finalmente cicatrizzato vecchie ferite.
Non ci penso più.
Chiuse tutte le porte dietro di me, chiusi tutti gli spiragli.
Chiuso con il passato.
Ora si vive per il futuro...il presente, me lo sto già serenamente godendo.
Devo andare via da qua...
Ho bisogno di ferie, davvero.
Devo staccare con tutto.
Oggi è una di quelle giornate da prendere e buttare nel cesso.
Sono stanca fisicamente, stanca moralmente, stanca energeticamente.
La voglia di fare certe cose c'è ancora, ma l'andazzo generale mi scogliona davvero.
Non si può sempre lottare contro tutto e tutti.
Quindi: urge una pausa, una boccata d'aria a pieni polmoni, uno stacco celebrale (ne sono poi capace? Mah...non credo).
Comunque è un dato di fatto che troppe pressioni mantenute costanti per troppi mesi o ti fanno sbroccare di testa o ti fanno sbroccare di testa.
Il mio cervello me lo sto già bevendo tutto di un colpo.
Faccio cose così, improvvisate, senza pensarci, senza rifletterci.
E' che quando inizi ad averne le palle piene di tutto, poi, superato quel limite, non ti fermi più.
Sembra quasi una strada senza ritorno.
Solo che se fino a un mese fa era uno strafuoreggiare in allegria e simpatia, ora, rimane solo un mucchio di nervi tesi.
Bruciami l'anima
a quest’ora là fuori lo sai /piovono pietre
a quest’ora i nostri cavalli /calpestano il cielo
ora sei l’onda che viene /incontri il mio remo / ora
Bruciami l’anima /fammi ridere il sangue nel cuore
bruciami l’anima /sotto la luce fammi volare
bruciami l’anima fammi cadere /sulla tua pelle
come quando il sole si arrende /e fa posto alle stelle
ora è tardi /per fallire un sorriso
a quest’ora si scavano gli occhi /per trovare un segreto
a quest’ora siamo pronti a giocare /l’ultima mano
ora splendimi intorno /e danzami piano / ora
Bruciami l’anima /fammi ridere il sangue nel cuore
bruciami l’anima /sotto la luce fammi volare
bruciami l’anima fammi cadere /sulla tua pelle
come quando il sole si arrende /e fa posto alle stelle
nel tuo mare in tempesta /fammi alzare le vele
nel tuo mare profondo /fammi affondare
Bruciami l’anima /fammi ridere il sangue nel cuore
bruciami l’anima /sotto la luce fammi volare
bruciami l’anima fammi cadere /sulla tua pelle
come quando il sole si arrende /e fa posto alle stelle...
Come il lupo
Riecomi con due righe due sul libro che ho appena finito di leggere.
Come il lupo di Eraldo Baldini.
Un libro magico, una storia gotica.
Tutta ambientata in Italia, tra Modena, Cesena e i monti della Valchiusa.
Il protagonista, Nazario, è un ex partigiano che nel dopo guerra ha deciso di servire la democrazia per cui ha lottato arruolandosi nel corpo della guardia forestale.
Perde la moglie a seguito di un incidente verificatosi in uno scontro a Modena tra la celere e gli operai scesi in piazza.
La figlia, Elisa, diventa epilettica a seguito della morte della madre.
Nazario decide di chiedere trasferimento in una caserma della forestale in montagna e lascia la figlia Elisa a Cesena dai nonni.
Elisa, bibma fragile, sempre più perseguitata dagli attacchi epilettici, smette di frequentare la scuola, rintanandosi in casa dei nonni, dove le giornate scorrono sempre uguali, in un tempo monotono e grigio.
Nazario, soffocato dalla morte della moglie Angela, si dedica anima e corpo al suo lavoro e, nei momenti liberi, si reca tra i boschi per seguire, osservare e studiare i lupi.
A seguito di una di queste esplorazioni fra i monti con un suo caro amico, Giuseppe, viene portato in Valchiusa, una valle che, come dice il nome, è chiusa perchè completamente circondata dai monti e non è un posto di passaggio.
Qui scopre un mondo tutto nuovo.
Un mondo dove gli uomini vivono coltivando una vite speciale da cui producono un vino raro e prezioso.
Qui conosce nonna Vera, donna anziana e matriarca della piccola comunità, anch'essa affetta da epilessia.
La malattia di nonna Vera viene ritenuta un dono speciale, un dono di preveggenza, di capacità di comunicare con il futuro.
Nazario si troverà difronte a un difficile enigma: capire i segreti della Valchiusa e decidere se mantenerli celati e continuare a difendere la cittadina o se denunciare i fatti avvenuti in tempi non troppo remoti in nome della trasparenza e degli ideali per cui lui ha combattuto fra quelle stesse montagne durante la seconda guerra mondiale.
Il libro scorre veloce e piacevole: è una fiaba d'altri tempi rivisitata in chiave moderna.
Elementi magici ed elementi quotidiani.
L'eterno dilemma del dover scegliere un percorso.
Personaggi misteriosi a cui ci si affezziona.
Voglia di sapere come si concluderà, voglia di sapere che tutto andrà a buon fine.
Una lettura piacevole, magica, coinvolgente.
Rossetto e cioccolato
Le conseguenze dell'amore
Ieri ho visto finalmente questo film.
Devo dire che mi è piaciuto un sacco.
Mi ha lasciato un non so che.
Le musiche sono eccezionali.
L'attore interpreta un ruolo tutt'altro che scontato e recita impeccabilmente.
La storia, in se, non è nulla di stravagante, originale o innovativa.
Eppure c'è un crescendo di emozioni che esplodono.
Il vivere piatto e quotidiano, imprigionato ai soliti gesti del protagonista, che viene spezzato, ribaltato, scosso da una ragazza.
E' come aprire un vaso di pandora.
E' come assistere al risveglio impetuoso dei sentimenti e della vita.
Il grigiore esterno ed interno che poco a poco si dissolvono.
La monotonia e la quotidianità assumono spessore.
Il tempo stesso si dilata e diventa vero tempo.
Il tempo dell'attesa: da attesa statica ad attesa dinamica.
L'unica nota che ha innervosito la mia visione è aver ascoltato un dialogo che ho letto su un blog di una persona qualunque.
E qui ho capito quanto le persone citino senza inserire le fonti.
E' scorretto fare dei pensieri altrui, delle parole altrui, un proprio elaborato.
Mi può andare anche bene la citazione, ma la citazione rimane una citazione e dico, mai e poi mai, mi permetterei di far passare per parole mie, parole scritte da altri.
Preferisco scrivere male, arrancare, non dire, piuttosto che dire con la voce di altri.
Stanza 411
Ho letto settimana scorsa il libro di Simona Vinci, Stanza 411.
Non ne sono entusiasta per niente.
Il libro in sé si legge in poche ore (sono solo 124 pagine).
E' il concetto dell'amore che esprime che mi fa incazzare.
Chi mi conosce sa benissimo che non sono mai stata e mai sarò una femminista militante.
Eppure, dopo aver letto questo libro, mi verrebbe voglia di dire quattro cosette quattro all'autrice.
La narrazione parte con dei flashback e sembra la classica storia d'amore romantica.
Poi (perchè c'è sempre un poi) la visione romantica dell'amore scompare per dare spazio alla visione quotidiana, sofferta, violenta e sconosciuta del partner.
Ci sono frasi che mi hanno allibito...
«Usami, ti ho detto inginocchiandomi sul letto, la faccia affondata in un cuscino, le braccia dietro di me, i polsi incrociati sulla curva della schiena. Usami. Dimentica chi sono, dimentica le mie parole, le mie lettere, il mio nome, dimentica tutto. (…) È questo il sesso: uno spazio vuoto, una stanza impersonale in una città sconosciuta».
E ancora:
«tu sei un uomo che ha avuto molte donne. Le sento sulle tue mani, queste altre, sui polpastrelli, sulla lingua (…) Sei un uomo abituato a scopare puttane»
Per non parlare poi delle affermazioni della protagonosta del romanzo:le donne non lavorano, non hanno uno stipendio, ma in compenso offrono il loro tempo e le loro energie a cucinare, lavare, stirare, riassettare casa, fare la spesa per i loro compagni, quindi, come un uomo si paga le prostitute per avere del sesso, così dovrebbe pagare le proprie compagne di vita per i lavori domestici.
Lo ritengo un libro inutile, che cerca di filosofeggiare sull'amore e sul significato del perdersi uno nell'altro, nel fondersi senza aspettarsi che il partner si trasformi in ciò che vogliamo, mentre in realtà, sfogliando le pagine, si scende sempre più verso il basso, senza giungere ad una meta precisa, ma quasi con affanno ad una conclusione che sembra universale:
"Ho amato un uomo che non esiste. L'altro che tutti aspettiamo da sempre e che non può arrivare"
Concludendo?
Ci sono letture più interessanti, più analitiche, più riflessive e meno superficiali sul tema dell'amore e della coppia.
Ci sono cose che ... Lyrics
---- pare rock balli come Hunziker in mezzo a parole vuote e atteggiamenti del menga accordi su scale pentatoniche senza gradini cadono a valanga tipo le comiche firmati louis vitton ma sto più serio di buster keaton dividono il tempo in metriche mazurka mentre vado più giu di mayol e maiorca fenomenale più del lipton ego te assolvo non basta l'arca di noè per mettervi in salvo ne raccontate più di silvio (la credibilità è tutto) non è l'abito che fa il monaco marcisce l'intonaco dove abito il debito crea dibattito ma io non c'entro nulla ve lo dico subito state in scimmia di purga in coro ditemi solo quanti ne siete il consorzio si allarga è una lobby targa oro so che gia sapete non ve nè se mi volete non bastano tutte le vostre monete so bene da dove venite vi ho visto arrivare in punta di piedi elemosinando un si da me mo mi tirate pure in mezzo cagandomi pure il cazzo sorbole certe cose proprio io non le capisco ma vorrei parlarvene
ci sono cose che non riuscirò a capire mai cose che vorrei davvero dirti ci sono cose che non riuscirò a capire mai
dice come va e come vuoi che vada va - claro bro si sa che sta routin dei saluti a volte sfava è come nella jam evviva evviva mi parlano di flava unità nella dance hall si ma quando mi va hiphop don't stop chiuso ogni disco nella stiva mo guardali sti vandali tipo punk a bestia alla deriva ava come lava non basta un ostia per un'intera comitiva con il sapone non si leva quella crosta radioattiva è progresso hai voglia a vangeli corani torah pure se diventi buddah fa lo stesso - di sicuro non vi è nulla ma forse una cosa l'ho ben chiara e mi scintilla la soluzione mi è apparsa assieme alla madonna fotomodella è tutta una farsa dormo sulle cose come stanno e ninna nanna e ninna o ma non ho sonno fatti vari tra amici reali e immaginari tra questa e quell'altra dimensione da qualche anno esisto solo nei miei pensieri cose difficili da respirare così difficili da dirti adesso quì ci sono cose che non riuscirò a capire mai cose che vorrei davvero dirti .
ci sono cose che non riuscirò a capire mai cose che vorrei davvero dirti ci sono cose che non riuscirò a capire mai ...
Casinista specializzanda
Ecco.
Sono io. La specializzanda per eccellenza dei casini a non più finire.
La mia testa sembra maledettamente vuota.
Sembra pronta a infilarsi in ogni situazione improponibile, in ogni contesto di fuorezza e di pazzia allo stato puro.
Testa e cuore sembrano morti e sepolti.
Solo l'irrazionalità è più che viva.
Sono costantemente attratta da danni più che seri, anche se poi, alla fin dei conti,si rivelano estremamente piacevoli.
Mai stata così o almeno così spudorata.
Ma sapete che mi dico: che va tutto bene, alla grande e che non me né può fregare di nulla.
Agire in modo incondizionato, ascoltare l'irrazionalità, lasciarsi andare, decomprimere mentalmente, emotivamente, fisicamente.
Mi ci vuole davvero.
E finché non faccio nulla di male né a me stessa né agli altri, tutto è ben accetto.
Non mi interessa neanche più capire il perché e il percome: mi interessa solo lasciare fluire quello che ho dentro.
E' come avere un fiume in piena che non si può arginare: si deve solo sfogare, portando la sua corsa lontano lontano, chissà dove.
Ora ho solo bisogno di qualsiasi esperienza.
Ora ho solo bisogno di spegnere la testa, di lasciarmi andare e di lasciare che le cose succedano un po' anche da sé.
Correre a briglia sciolta fa veramente bene.
Ogni tanto bisogna proprio correre il rischio.
Sono un giocoliere nato.
I miei mille birilli tutti sospesi momentaneamente per aria, che ruotano vorticosamente nelle mie mani, in una danza ipnotica e centripuga.
Quando non vorrò più danzare questa danza, fermerò i miei birilli, lasciandoli o semplicemente cadere a terra, o semplicemente iniziando ad eliminarli uno per uno dal grande cerchio roteante sospeso per aria.
Sta di fatto che ho finalmente trovato il coraggio di eprimere i miei sentimenti, anche se in condizioni di fuorezza totale.
Voglio solo essere dannatamente libera e incondizionata.
Voglio solo non condizionare nessuno.
Voglio davvero essere così: irrazionale, incondizionata, libera.
Per sempre giovane
Ho appena finito di leggere "Per sempre giovane" di Gianni Biondillo.
E' la storia di 4 ragazze che a fine anni '80 formano una band emergente.
In realtà la storia inizia 20 anni dopo, con il ricovero in ospedale di una di queste ragazze.
Poi, con un flashback, un tuffo nel passato, in particolare in una estate: quella in cui la band di queste ragazze ventenni avrebbe dovuto essere speciale.
Il libro scorre piacevole e leggero. Racconta ieri come oggi l'adolescenza, i sogni e le speranze di un gruppo di ragazzi.
Ieri come oggi la voglia di evasione, di farsi notare, di essere diversi, di essere speciali, di essere sé stessi.
Ieri come oggi le passioni, gli amori, gli studi, il sesso, la musica, i lavori.
Ieri come oggi l'importanza di certi momenti e di certe situazioni: momenti che non ti cambieranno la vita, che verranno sorpassati da altri mille fatti, ma che, vissuti in un età speciale, ti rimangono dentro anche a distanza di 20 anni.



